Ligure, nata a Imperia, interprete simultaneista congressuale in inglese e francese ha scelto però la strada della famiglia.
Dalla prima giovinezza scrive poesie esclusivamente per se stessa. Nel 2003 per insistenze familiari ha pubblicato un libro ("Grani di sabbia"), avendo però già collaborato a pubblicazioni locali e regionali, con buoni risultati. Nel libro inserisce quasi per caso alcune foto aniconiche prodotte per suo diletto, dopo anni in cui le sue curiosità la portano dalle foto di reportage dei viaggi a campi inesplorati, prima nella scelta dei soggetti, poi nel taglio degli scatti e man mano a foto di geometrie metafisiche, di macro estreme, di studi sulla luce.
In Namibia, nel deserto color albicocca di Sossusvlei, colpita dalla essenzialità delle linee delle dune nel monocolore, intuisce che le fotografie possono diventare un mezzo importante per comunicare emozioni. Da qui le ricerche e gli studi sull'informale... Forme semplici a volte umili; giochi di colori, studio sulla luce riflessa o rifratta, fiori che diventano intersecazioni di piani o sinfonie di colore, macro.
Lavora con la Nikon 801, manualmente, obbiettivo Sigma 35-135 , Nikon SB24 come flash, lenti addizionali. Non usa mai il computer perché con esso si può ottenere qualsiasi forma ed effetto il che rende i risultati meccanici, certi, non emozionanti. La macchina fotografica assume così, pur essendo un mezzo tecnico, un linguaggio che esprime, un poco come la poesia, ciò che percepisce da ciò che la circonda; percezione quasi onirica che vede spesso oltre quello che altri trascurano perdendo una parte della magnificenza che ci circonda. E inoltre, piano piano, con fatica e lavoro va verso un tipo di foto che è più vicina alla pittura astratta, onirico metafisica, che non alla fotografia comunemente intesa.
Nel dicembre 2007 ha pubblicato con l'Editore Eupalino un secondo libro di poesie: "Nel cuore dell'inverno".